Studio del caso di un Patologo delle Specie Ittiche
Nome
Grigoris Charlambakis
Qualifica
Veterinario delle Specie Ittiche
Azienda di provenienza
KEK Diastasi, Grecia
Come è nato l’interesse per le patologie dei pesci?
Sono stato uno dei primi in Grecia a diventare Veterinario delle Specie Ittiche. Quando decisi di entrare in un impianto di acquacoltura in mare, mi basai sul mio amore per l’ambiente marino e sul mio specifico interesse per i pesci. A quel tempo l’acquacoltura in mare era praticamente sconosciuta. Era il 1985 ed esistevano solo 5 allevamenti in tutta la Grecia, con una produzione totale di non più di 40 tonnellate. Durante i miei studi di Medicina Veterinaria a Salonicco, Grecia, decisi di andare a frequentare un Master in Biologia Applicata delle Specie Ittiche presso il Politecnico di Plymouth, UK.
Laurea in Medicina Veterinaria a Salonicco, Grecia. Dopodiché Corso di Master in Biologia Applicata delle Specie Ittiche presso il Politecnico di Plymouth, UK.
Durante gli anni di studio ha avuto modo di effettuare periodi di tirocinio che si sono rivelati positivi in un secondo tempo?
Durante l’università ho frequentato per un anno un corso sulle malattie dei pesci. C’erano anche delle ore di laboratorio e un po’ di tirocinio sul campo. Durante il corso mi sono reso conto che avevo bisogno di approfondire ulteriormente i miei studi al fine di poter lavorare come Veterinario delle Specie Ittiche. Naturalmente, tutte le altre materie studiate, quali: istologia, istopatologia, microbiologia e parassitologia, sono risultate utili nel mio lavoro.
Ha qualche suggerimento da dare a coloro che stanno attualmente frequentando corsi simili?
Per coloro che sono interessati a questa professione, penso che innanzitutto debbano amare i pesci, il lavoro all’aria aperta, nelle recinzioni in mezzo al mare ed in laboratorio. E’ molto diverso dal lavoro con gli animali domestici. Devono rendersi conto che saranno responsabili di proteggere la salute dei consumatori e del successo economico dell’allevamento.
Secondo lei, questo settore ha potenzialità di sviluppo nel futuro? Considera questa carriera una buona opzione sia per gli studenti che per i lavoratori che ipotizzassero un cambio di studi o lavoro?
L’industria dell’acquacoltura mostra i più alti tassi di crescita all’interno del più grande settore agricolo. Dato che l’industria è in espansione, non mancherà la domanda di professionisti in patologie dei pesci.
La giornata, in assenza di particolari problematiche iniziali da risolvere, comincia con una riunione con il dirigente dell’allevamento. Si leggono attentamente i rapporti giornalieri di ciascun impianto, laddove ne esista più di uno.
Qualsiasi operazione da svolgere nell’allevamento deve essere pianificata con il coinvolgimento del Patologo/Veterinario delle Specie Ittiche.
Nelle avannotterie si devono raccogliere regolarmente dei campioni ed il lavoro di laboratorio può risultare una componente quotidiana.
Un’attenzione particolare è richiesta durante le giornate di raccolta dei pesci, o quando vengono selezionati e trasferiti da un recinto ad un altro, al fine di raggiungere un’uniformità di taglia (processo conosciuto come Gradazione).
Il Patologo/Veterinario delle Specie Ittiche deve, inoltre, controllare che il mangime non sia contaminato o che sia conforme agli standard richiesti.
Ci può spiegare quale è stata la sua esperienza più bella in questa professione?
E’ sempre appassionante quando si cerca di tenere sotto controllo il propagarsi di una malattia all’interno dell’allevamento e si cerca di ridurre la mortalità; i pesci ricominciano di nuovo a nuotare e mangiare normalmente. Il momento più bello per me è quando mi trovo sopra i recinti, guardo il tramonto e tutto è calmo intorno a me, con la sola eccezione del rumore dei pesci che saltano sul pelo dell’acqua.
Cosa legge o osserva per restare al passo con i cambiamenti del mercato/industria, con il progresso, con le sfide future, ecc?
La sfida più grande per un Veterinario delle Specie Ittiche è quella di supportare gli sforzi del settore per migliorare l’immagine dei pesci d’allevamento da qui in avanti e, comunque, di tutta l’industria nel suo complesso. Questo si potrà raggiungere solo seguendo regole molto strette sul benessere e la salute dei pesci. Si deve sempre tenere bene in mente che stiamo trattando con un prodotto di valore, che deve essere offerto al pubblico ai più alti standard di qualità e di igiene.
Collabora con altri professionisti in Europa o comunque a livello internazionale?
Mi occupo dell’organizzazione biennale della Conferenza Europea dei Patologi di Specie Ittiche curata dall’Associazione Europea dei Patologi di Specie Ittiche (EAFP) e questo mi dà l’opportunità di incontrare colleghi di tutto il mondo, di fare amicizie e di pianificare attività di collaborazione. Siamo quantitativamente pochi in comparazione con altri professionisti, ma cerchiamo di conoscerci tutti in questo campo. Quello che apprezzo di più e quello di cui devo ringraziare i miei colleghi internazionali, è il loro interesse e l’aiuto che cercano di dare quando si presentano nuovi problemi. In loro ho sempre trovato grande disponibilità ad aiutarmi, ogni qualvolta ne ho avuto bisogno.