Studio del Caso specifico di un Ricercatore in Acquacoltura
Nome
Guy CLAIREAUX
Titolo di studio
Dottore
Azienda di provenienza
Centre de Recherche sur les Ecosystèmes Marins et Aquacoles, CNRS-IFREMER, Francia.
Come è iniziato il suo interesse per la ricerca?
Sono cresciuto in un’isola (Saint-Pierre & Miquelon) nel bel mezzo di uno dei mari più pescosi al mondo (the Grand Bank of Newfoundland). A quel tempo, la pesca era l’attività più importante e il reddito delle persone era strettamente legato alla redditività della pesca. All’età di 18 anni ho passato due mesi a bordo di un’imbarcazione di ricerca ed ho potuto constatare quanto poco conosciamo sui pesci e le loro interazioni con l’ambiente circostante. Decisi di andare in Francia a studiare Biologia Marina (mi sono laureato nel 1988). Nei primi anni novanta (a quel tempo frequentavo un dottorato di ricerca in Canada) il collasso della pesca del merluzzo nell’Atlantico nord-occidentale confermò, purtroppo, la mia prima impressione e cioè che la sostenibilità dello sfruttamento delle risorse marine doveva necessariamente passare attraverso un incremento della nostra conoscenza sulla fisiologia dei pesci, sull’ecologia e sul loro comportamento.
Durante il corso degli studi ha avuto l’opportunità di effettuare periodi di tirocinio che si sono poi rivelati di grande beneficio?
Ogni estate, durante gli anni di corso universitari, ho lavorato in vari laboratori marini. Questo è stato fondamentale per il mio tirocinio e, più tardi, per la mia carriera di scienziato. Molto importante è stata anche la conoscenza della lingua inglese.
Nel settore in cui lavora ha potenziali di crescita in futuro? Considera questa carriera una buona scelta sia per gli studenti che per i lavoratori che ipotizzassero un cambio di studi o lavoro?
Sono profondamente convinto che la ricerca scientifica debba essere scelta solo per passione, non per agio, riconoscimenti o denaro. Durante il periodo di tirocinio, gli studenti dovrebbero visitare quanti più laboratori possibili, per essere sicuri che a loro piace così come è: divertirsi nello sperimentare le varie tesi.
Sono 5 giorni la settimana, dalle 9 alle 18. Un quarto del tempo lo passo in contatto con la comunità scientifica via Email, un quarto supervisionando gli studenti, un quarto si tratta di lavoro sperimentale o analisi dei dati raccolti e il resto è amministrazione, meeting...
Ci può spiegare qual è per lei il lato migliore di questo lavoro?
Mi piacciono molto i meeting internazionali. E’ una sfida durante la quale cerchi di spiegare agli altri, meglio che puoi, le idee che hai sperimentato sul campo. Ritorno sempre da questi eventi con un sacco di nuove idee e potenziali collaborazioni con gli altri colleghi sparsi nel mondo. E’ quello che riesce a motivarmi di più.
Collabora con altri professionisti in Europa o comunque internazionali?
E’ una parte essenziale della mia attività giornaliera. La scienza si fa attraverso le reti internazionali. Per esempio, in Europa, il posto più importante dove attingere fondi è il Programma Quadro Europeo. Tale programma richiede la costituzione di consorzi internazionali.